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Il pittore della "baracca"
Testi a cura del dott. Michele Sciņ  maggiori info autore
La baracca di cui si parla è la setta carbonara che si formò in Oricola (AQ) sul finire del 1820 (1). Tra i congiurati figurava un tal Niccola Bolentini, originario di San Remo in Liguria di professione muratore e pittore, carbonaro da metà novembre 1820 (2). Nel marzo 1821 fu arrestato ad Agosta (RM) (vi risiedeva già da alcuni anni) con l’accusa di essere un settario e per aver aggredito la guardia campestre del luogo nel tentativo di sottrargli una lettera destinata ai gendarmi di Subiaco. Interrogato fece i nomi dei complici e in più disse che aveva decorato la sala delle riunioni dei ‘buoni cugini’ ad Oricola. 
  
Purtroppo i documenti in cui si parlava di queste pitture e della relativa simbologia non sono nel fascicolo dell’Archivio Segreto Vaticano. A maggio di quell’anno la Segreteria di Stato, considerando che Bolentini era straniero e che il reato era stato consumato nel Regno di Napoli, decise di espellerlo dallo Stato Pontificio e lo fece accompagnare alla frontiera con la Toscana. Nel 1823 rientrò clandestinamente, fu scoperto e di nuovo espulso. 
  
Questa volta però non si allontanò e prese ad abitare a Pereto (AQ) dal luglio di quell’anno. Il pittore cercò altre volte di rientrare ma solo la raccomandazione della principessa Massimo riuscì a smuovere la situazione; tant’è che quando il 31 ottobre 1828 la polizia espresse parere favorevole alla riammissione del Bolentini nello Stato del papa (con l’obbligo di risiedere ad Arsoli), la nobil donna fu immediatamente avvisata dalla Segreteria di Stato. 
  
Il nostro interesse per questo carbonaro sta nella sua professione di pittore che lo portò a lavorare nei paesi a cavallo della frontiera: Pereto, Poggio Cinolfo, Rocca di Botte e Carsoli, in provincia di L’Aquila; Arsoli, Riofreddo, Roviano, Anticoli Corrado e Agosta in provincia di Roma. Stando alle dichiarazioni rilasciate dai parroci di questi paesi nel 1823 il Bolentini lavorò in molte chiese e in particolare si deve segnalare che nella parrocchiale di S. Vittoria ad Anticoli Corrado rimase due mesi a dipingere un quadro rappresentante la S.ma Vergine Addolorata e che nel convento di S. Bartolomeo ad Arsoli restaurò la Sagra Imagine di Maria SS.ma, esistente all’Altar Maggiore . 
 
 

Note 
1) Notizie sulla carboneria nel Carseolano si trovano in G. JETTI, Cronache della Marsica (17991915), Napoli 1978, pp. 6062, 71 e in L. MARIANI, Storia di Subiaco e suo distretto abbaziale, a cura di M. Sciò, Subiaco 1997, pp. 265266. 
 
2) Le notizie su questo personaggio sono tratte dall’Archivio Segreto Vaticano, Segreteria di Stato, Epoca Moderna. Anno 1821, rubrica 165, fascicolo 10, cc. 107r108r e idem, anno 1829, busta 744.
 
Testi tratti da il foglio di lumen
 
 
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