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Autonomia comunale di Oricola
Testi a cura del prof. Achille Laurenti  maggiori info autore
Oricola, con legge 8 dicembre 1806, fu riunita a Pereto, giusta il quadro sulla circoscrizione territoriale dell'Abruzzo Ulteriore, approvato dal Ministero dell'Interno del regno delle Due Sicilie, l'8 ottobre 1808. Ma la effettiva esecuzione di quella malaugurata legge fu data il 10 gennaio 1810, come da nota del Sottointendente, che invitava il Cancelliere di quella civica Azienda, per le consegne opportune in conseguenza della disposta aggregazione.
E da quell'epoca avveniva la ferrea pastoia, che doveva inesorabilmente avvinghiarci a Pereto.
 
Così, quando appunto le provvidenziali leggi sullo scioglimento delle promiscuità disponevano il crollo e la scomparsa della infausta cappa feudale, con il re Giuseppe Bonaparte, le sorti di Oricola e della consorella Rocca di Botte, venivano sacrificate a quelle del capoluogo. Fortunatamente in quell'epoca, l'avvocato Gaetano Laurenti di Oricola, che fu sindaco e Giudice Conciliatore del comune riunito, mitigava in qualche modo la sciagura causata dalla dragoniana legge. Anzi inutilmente riusciva a far presentare ripetute domande ai tre paesi, per la loro novella separazione, perchè quel Governo era per le aggregazioni comunali.
 
Tali istanze furono avanzate da Pereto il 18 novembre 1813 e 8 dicembre 1820, da Oricola nel 1816 e 1820 e da Rocca di Botte il 5dicembre 1820.
Il primo dicembre 1859 Gaetano Laurenti cessava di vivere e Oricola venne a perdere un grande ausilio. Pereto, più popoloso, con l'ufficio comunale in residenza, con gli impiegati, sindaco, esattore e Conciliatore paesani, assorbiva ogni attivitá a sè e alle frazioni non lasciava che il contributo delle imposte. Gravi furono le discordie e le lotte, finite quasi sempre con la sconfitta delle frazioni. In seguito le sorti del comune stettero nelle mani del Segretario comunale, Sig. Antonio Maccafani, cospicuo proprietario di Pereto, discendente da famiglia baronale.
 
Uomo sagace, intelligente e organizzatore speciale, aveva saputo assumere lo scettro del comando, accattivandosi l'amicizia delle persone intelligenti e facoltose di quell'epoca. Costui mentre concedeva, spesse volte, la nomina di sindaco tra i consiglieri delle frazioni, la morale della favola era sempre quella, che queste facevano le spese al capoluogo. Infatti nelle frazioni mancava l'acqua potabile; distavano parecchi chilometri da Pereto; non avevano l'Ufficio comunale, il Conciliatore e il sindaco, a cui peter ricorrere; nelle invernate burrascose i frazionisti dovevano rinunciare al disbrigo di pratiche amministrative; mancava loro il pronto soccorso medico, un completo Ufficio di Stato Civile e tutti gli altri servizi, di modo che si doveva a grazia speciale, qualche concessione del comune.
 
Il povero mio padre, che mi fu valida guida, maestro e sostegno nei momenti di lotta, fornito di vasta coltura amministrativa e giuridica, con sagacia sapeva arginare la preponderanza peretana e potè ottenere alle frazioni la costruzione delle strade rotabili e del cimiteri, ma invano propugnò per il prolungamento della strada comunale obbligatoria di Oricola, nell'interno del paese, e per la condottura dell'acqua potabile, benchè ne fossero stati approvati i progetti d'arte, fin dal 1892. Pereto procrastinava e mai provvedeva. Un po' per la lotta, che, specie la Frazione di Rocca di Botte, sollevò contro il potente Segretario comunale, e maggiormente per un sopravvenuto dissesto finanziario, Antonio Maccafani si trovò nella incresciosa situazione di dover vendere, nel 1897, la sua copiscua proprietà di oltre duecento ettari di terreni e relativi fabbricati, alla signora Maria Mazzini, pronipote dell'insigne filosofo e maestro del popolo, che fu uno del primi fattori dell'unità d'Italia.
 
Oricolae contrada Carseolana nella storia di Nostra Gente
 
 
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