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Annessione delle due Sicilie al Regno d'Italia
Testi a cura del prof. Achille Laurenti  maggiori info autore
Il 5 maggio 1860, da Quarto presso Genova, sotto il comando dell'Eroe del due mondi, partiva la fatidica spedizione del Mille, sui vapori Piemonte e Lombardo, della società Rubattino. Detta spedizione, protetta dalle navi inglesi e piemontesi, sbarcava l'11 maggio a Marsala. Il 14 dello stesso mese, Garibaldi lanciava, da Salemi, il proclama con in quale si dichiarava Dittatore, in nome di Vittorio Emanuele II; il giorno successivo riportava la vittoria di Calatafimi; il 27 entrava trionfalmente a Palermo; il 20 luglio vinceva a Milazzo e il 27, tra l'entusiasmo generale, faceva ingresso a Messina, da dove salpava con 4500 uomini alla completa conquista del regno delle Due Sicilie.
 
Francesco II, intimorito, cambiò ministero e promise la costituzione, ma troppo tardi, poichè il popolo, già corbellato più volte dal suo avo, non poteva fidarsi e non rispose all'appello. Il 21 agosto l'esercito borbonico fu sconfitto e fuggì da Reggio Calabria e il 7 settembre Garibaldi entrava trionfante a Napoli. Il giorno precedente, con l'intera sua Corte, il re di Napoli, riparò nella piazza forte di Gaeta. Intanto quasi tutti i comuni del regno si sollecitavano a inviare le loro adesioni per il governo piemontese.
 
Il 1° ottobre viene il tremendo cozzo tra i due eserciti presso il Volturno: si combattè da leoni da ambo le parti ma la vittoria arrise ai garibaldini. Il giorno successivo, i borbonici tentarono nuovamente di venire a giornata, ma dopo duro e sanguinoso combattimento al quale prese viva parte anche un battaglione di bersaglieri piemontesi, furono costretti a ritirarsi a Capua. Il 21 ottobre, Garibaldi come dittatore nel regno, ordinava il plebiscito, dal quale si ottennero 1.302.064 voti, contro soli 10.312. Il 26 dello stesso mese, avvenne a Teano l'incontro di Vittorio Emanuele II, con l'intrepido eroe, il quale disinteressatamente consegnava al re Galantuomo il regno conquistato.
 
Capua il 2 novembre 1860 capitolò, e Gaeta, assediata per terra e per mare dalle forze piemontesi, sotto la rispettiva direzione del generale Cialdini e dell'ammiraglio Persano, si arrese il 13 febbraio 1861, nel quale giorno ne partivano per mare, i sovrani Francesco II e Maria Sofia. Così, in seguito alla patriottica spedizione del Mille, alla battaglia sul Volturno e alla resa di Capua e Gaeta, veniva per sempre abbattuta la tirannia del Borboni e si delineava e rafforzava la sacra idea dell'unitá e indipendenza della Patria nostra.
 
Oricolae contrada Carseolana nella storia di Nostra Gente
 
 
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