Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - Dominazione romana

Dominazione romana
Testi di Achille Laurenti  maggiori info autore

Sorvolando sulle varie incoronazioni del Re d'Italia, che da Ludovico II, nel 844, si succedettero sino al 1059 con Enrico IV, reputo conveniente accennare alcune notizie sulla celebre famiglia Altavilla, che verso la metà del secolo XI, s'insignori dell'Italia meridionale e della Sicilia, alla quale dette cinque re. 
  
Tancredi, barone di Hanteville nella Normandia, ne fu il Capo stipite. I di lui figli furono Guglielmo, detto Braccio di Ferro, conte di Puglia, il quale nel 1036, tolse la Calabria e le Puglie ai greci e ne formò dodici contee, stabilendo la sua residenza a Melfi, ove mori nel 1046; Dragone conte di Puglia, il quale accompagnato e aiutato il cennato suo fratello nelle imprese guerresche, moriva nel 1047; Roberto il Guiscardo, portentoso avventuriero, conte e poi duca di Puglia e di Calabria, il quale conquistò Salerno, Amalfi, e Benevento, tolse ai greci quanto loro era rimasto, liberò il pontefice Gregorio VII dall'assedio di Enrico IV, conquistò la Sicilia e morì a Cefalonia, nel 1035, mentre si preparava ad assalire l'impero greco; e Ruggero, che tolse la Sicilia ai saraceni, dal 1061 al 1071, prese il nome di gran conte di quell'isola, e morì nel 1001.
  
Ruggero I, figlio di Ruggero di Altavilla, dal pontefice Innocenzo II, ebbe la conferma della incoronazione come re di Sicilia, precedentemente ottenuta in Palermo nel 1130. Nel 1131 scacciò i greci da Capua e da Napoli e dopo la conquista dell'Africa settentrionale fece incidere sulla sua spada il motto: Apulus et Calaber, Siculus mihi servit et Ajer (A me ubbidisce il Pugliese, il Calabrese, il Siciliano e l'africano). Con questo monarca comincia la dinastia normanna. Ruggero I, nel 1140 provvide alla istituzione del giustizieri nelle provincie, i quali amministravano la giustizia; ordinò che i baroni e castaldi fossero a lui subordinati; e istituì i maestri camerali per riscuotere le rendite e per infliggere ed esigere le pene del danni prodotti da bestie nei fondi altrui e le frodi nell'assise, pesi misure e cause minori.
  
Nel 1143 i figli del predetto re, Anfuso principe di Capua e Ruggero duca di Puglia, s'impadronirono di tutta la provincia del Marsi, che in quell'epoca comprendeva oltre la Marsica, Forcona, Rieti, Chieti e Penne. Ruggero I, nel 1148, fece compilare il registro del feudatari e subfeudatari, dal quale si viene informati del contadi e baronie sorte dallo smembramento delle vecchie contee. Morto Ruggero I, nel febbraio 1154, gli successe il figlio Guglielmo I, il quale ebbe aspre contese con il pontefice Adriano IV e con l'imperatore di Costantinopoli Emanuello Commeno, favoriti entrambi da molti baroni ribelli al predetto re.
  
Guglielmo I, il Malo, con feroci repressioni riportò vittoria su tutti e dopo il trattato di pace, stipulato a Benevento nel 1156, ebbe l'investitura del regno di Sicilia, del ducato di Puglia, del principato di Capua, di Napoli, Salerno e Amalfi, nonchè della contea del Marsi. In corrispettivo di tale investitura il Re prometteva al Papa un censo annuo di seicento schifani per la Puglia e Calabria e di cinquecento per la Marsica. A Guglielmo I, nel 1194, successe Guglielmo II, il Buono, e a questi, nel 1139 Tancredi, il cui successore, nel 1194, fu Guglielino III. Questi, vinto e fatto chiudere in un castello, da Enrico IV di Svezia, vi mori poco dopo.
  
Da un elenco di baroni del 1187, fatto compilare dal re Guglielmo II, e pubblicato da Carlo Tirelli, veniamo a conoscenza che, in capite, metá di Oricola, unicamente a Marano e altri castelli, veniva concessa a Gaino De Ponte e l'altra metà, con altre possessioni, al suo germano Rinaldo.
Durante la dominazione normanna Federico Barbarossa, a testimonianza dell'Antinori, a pagina 71, tomo I, della citata sua opera, dietro ripetuti inviti del pontefice Adriano IV e del potente conte di Manoppello, scese in Italia nel 1155.
  
I baroni di Puglia si diedero quasi tutti all'Imperatore, specialmente per opera della Corte di Roma. Gravi danni ne ebbe a subire il reame di Puglia, con distruzioni e uccissioni, e la stessa Carseoli, con l'assedio del suo sobborgo Celle. Detto assedio si verificò, nel 1176, da parte di Cristiano, cancelliere e generale dell'imperatore, senza ottenerne la capitolazione.
 
Oricolae contrada Carseolana nella storia di Nostra Gente

 
Sei in: - STORIA - Dominazione romana

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright