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Denominazione Longobarda
Testi a cura del prof. Achille Laurenti  maggiori info autore
Non mi soffermerò sulle luttuose sventure, causate alla Patria dalle invasioni del vandali, visigoti e di altri barbari, nè degli unni, condotti dal truce Attila, detto il flagello di Dio. Solo dirò che man mano, le varie provincie, staccandosi, andavano a formare nuovi stati indipendenti, in modo che l'impero di Occidente venne a ridursi a poco più dell'Italia. Rinviando quindi il lettore alla storia generale, e, riallacciando le poche notizie da me esposte, troviamo che, distrutto l'impero romano con le invasioni di Odoacre, Teodorico, Alboino e successori, Carseoli e di conseguenza Oricola, seguì le sorti del paesi conquistati.
  
I longobardi, popolo germanico, dopo aver distrutto il regno degli eruli e del gepidi, condotti da Alboino, scesero in Italia, nel 568. Di conquista in conquista, fondarono un regno con Pavia capitale, la quale fu da loro espugnata per fame, dopo tre anni di assedio. Alboino, avendo vinto e ucciso suo suocero Cunecondo, re del gepidi, del teschio di questi ne fece formare una tazza, nella quale obbligò Rosmunda, sua moglie e figlia di detto Re, a bere. Dovè questa obbedire, ma, giurata vendetta, lo fece uccidere da Elmichi suo scudiero. Successe ad Alboino il re Clefi, il quale fu pugnalato, unicamente alla moglie, da un servo. In conseguenza di questo regicidio, si ebbero disordini e un interregno di dieci anni, dopo, i quali fu eletto re Autari, dal 484 al 590, che estese le conquiste a Roma e Ravenna.
  
Gli successe Agilulfo, duca di Torino, sotto il quale Oricola venne a far parte del ducato di Spoleto, che comprendeva equi, Marsi, peligni, vestini, umbri, piceni e sabini. Oricola, nel 590, era sotto la dominazione del benedettini di Subiaco, di cui i longobardi distrussero dodici monasteri, con tutti i pregiati documenti storici e letterari che i monaci costudivano gelosamente.
Tali conventi, non basiliani come altri ritenne, ma benedettini, erano stati edificati da S. Benedetto da Norcia quando venne a ritirarsi a vita solitaria in una spelonca nei dintorni di Subiaco, prima del 528. In tale epoca egli passò a Monte Cassino, ove fece distruggere un tempio sacro a divinitá pagane e fondò quel cenobio, che fu culla dell'ordine. Indubbiamente uno del monasteri arsi e distrutti, fu S. Erasmo, nei pressi di Oricola. Ivi, a testimonianza del nostri vecchi, durante i lavori di sistemazione e appianamento di un'aia, di mia proprietà, furono rinvenuti dal defunto mio genitore, nel 1872, avanzi di ossa e di spoglie umane, che davano contezza appartenessero ai monaci rimasti sotto quelle rovine.
  
Il re Agilulfo edificò Poggio Cinolfo, ove in principio si era attendato, con i suoi, per assalire e saccheggiare Carseoli e dintorni. Il Pieralice, in una nota sulle Ombre di Ovidio fra le rovine di Carseoli, così racconta; " Né dal furore e dal saccheggio andarono esenti i paesi vicini, i quali si erano posti in armi con la materna città, quali Oricola e Rocca di Botte. Dappoichè dal vedere Agilulfo accampato sul poggio, è manifesto non aver trovato accoglienza in Oricola, luogo assai più atto per chi doveva sorvegliare la pianura Subequa, per la quale tenendo la Valeria potevano inopitati essergli addosso gli inimici, che non a Poggio.
  
E' forse in questo tempo che le armi Longobarde aggredirono quasi cercando un lenitivo alla rabbia devastatrice, la sacra valle Sublacense esterminando quei famosi dodici Monasteri Benedettini, e quanto di ricchezze letterarie, artistiche e metalliche in essi si conteneva, dappoichè la data delle nefande ruine ondeggia oscilla fra l'anno 583 e l'anno 593.
Egli dunque disbrigatosi di Carseoli assalì le due fortezze Oricola e Rocca di Botte, e poscia discese ai danni di Varia, dalla quale ora è Vicovaro. Ed io dalla storia di questa, ho ricavato tali notizie, le quali trovano conferma nel nome del sudetto Poggio Cinolfo". Teodolinda, regina del longobardi, nel 587, sposò in in prime nozze il re Autari e indi il di lui successore Agilulfo, il quale fu indotto da lei ad abbracciare il cristianesimo.
  
Morto Agilulfo, nel 615, e succedutogli il figlio Odaloaldo, Teodolinda continuò la sua benefica influenza sul governo e sulla religione, riuscendo a raggiungere la provvidenziale fusione tra gli invasori e gli italiani. Dopo Odaloaldo, dal 626 al 774 si ebbe la lunga sfilata di altri quindici re longobardi, che per brevità non trascrivo. La data delle invasioni longobarde, con tutte le conseguenti distruzioni, in questi luoghi, è controversa tra i vari scrittori. Il Pieralice asserisce essere avvenute dal 583 al 593, il Longini dal 591 al 603, il Lanciotti nel 606. Lontano dall'erigermi a critico pedante di storici valorosi, a me sembra che tali rovine debbano ritenersi compiute senz'altro nel 591. In quell'anno appunto, Ariolfo succeduto a Foroaldo, nel ducato di Spoleto, alle dipendenze di Agiluifo, eletto re l'anno precedente, estese il dominio e le invasioni nel resto della Sabina, negli equi, nei Marsi e in altre regioni, giusta anche il Fatteschi nelle sue Memorie istoriche e diplomatiche e la serie del duchi e la topografia del tempi di mezzo del Ducato di Spoleto.
  
Fissato quindi che l'invasione avvenne, in questi luoghi, nell'assunzione di Ariolfo, a duca di Spoleto, non può immaginarsi, nè concepirsi essere stata compiuta prima, nè dopo il 591, inquantochè Agilulfo successivamente abbracciò il cristianesimo e non si sarebbe prestato per la distruzione del dodici monasteri. Anzi sono di opinione, che appunto tali vandaliche nefandezze, fossero una leva potente, nella mani della pia Teodolinda, per inculcare l'idea al proprio marito di abiurare l'arianismo.
Intanto, anche sotto la dominazione longombarda, notiamo che Oricola fosse venuta ad appartenere a Roma, poichè con bolla del pontefice Giovanni VII, nell'anno 706, veniva concessa al monastero di S. Scolastica.
 
Oricolae contrada Carseolana nella storia di Nostra Gente
 
 
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